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giovedì 19 febbraio 2026

Se differenziare facesse ancora più la differenza!

In attesa del prossimo Consiglio comunale convocato tra pochi giorni, voglio condividere con voi un paio di brevi riflessioni su una tematica particolare, la raccolta differenziata. Poche settimane fa sono state pubblicate le statistiche di ogni comune e Remanzacco ha fatto un figurone!
Premetto che, come avrete dedotto dal titolo, l'intento del post non è soltanto pubblicizzare e celebrare i dati ma anche sollevare la questione della mancanza di collegamento tra il miglioramento nella differenziata e la mancanza di premialità nelle tariffe. Ovviamente, tutti noi differenziamo soprattutto per rispetto dell'ambiente, ci mancherebbe, ma ritengo che sarebbe bello e ulteriormente stimolante anche ritrovarsi aliquote più vantaggiose o eventuali sconti. Siccome molti consiglieri recepiscono spesso i miei scritti come polemici, ci tengo anche a ribadire che non si tratta di una critica fine a se stessa, ma di un'osservazione e di una proposta.
Partiamo dai numeri! Negli ultimi anni la raccolta differenziata nel nostro comune ha registrato miglioramenti significativi, sulla base dei dati ufficiali del Catasto Nazionale Rifiuti gestito dall'Ispra, cioè l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Nel 2020 la percentuale di differenziata era del 75,80% per 332 kg a abitante. Nel 2021 il 76,75% per 347 kg pro capite. Nel 2022 il 75,84% per 320 kg a persona. Nel 2023 siamo arrivati al 87,58% e 406 kg a cittadino. Infine nel 2024 abbiamo raggiunto il 89,23% per 440 kg ciascuno.
Quindi in quattro anni, la percentuale è lievitata dal 76% a quasi il 90% e anche i quantitativi pro capite di rifiuto differenziato sono aumentati in valore assoluto. Mentre la produzione totale di rifiuti urbani cresce, la parte differenziata aumenta ancora più rapidamente. Possiamo dunque dire che il sistema di raccolta è efficace e la cittadinanza aderisce attivamente in maniera diffusa.
Secondo l'ultimo rapporto Ispra, il valore di raccolta differenziata in tutta Italia nel 2023 si attesta sul 66,6%. Nella nostra regione, invece, la percentuale è del 72% e rappresenta una delle più alte.
Inoltre, Remanzacco rientra tra i comuni con una bassa quantità di secco residuo pro capite, precisamente 53 kg annuo rispetto ai valori medi di altre realtà territoriali simili. Si tratta di un fatto importante perchè permette di misurare effettivamente quanto rifiuto non riciclabile resta da gestire per ciascun cittadino.
Perfetto... Per ora tutto splendido! Ma passiamo alla nota dolente... Perchè la Tari non si riduce in maniera significativa? 
In seguito all'applicazione delle tariffe stabilite dal Consiglio comunale del 12 giugno 20205 c'è stato un aumento del 20% derivante da un aumento del 25% su componente base e la riduzione su altre voci come quella dei sacchetti, da 0,038 al litro a 0,0287 attuali.
Scontato che i cittadini siano delusi... Le attese erano altre!
Come sempre
cerchiamo di fare chiarezza! Prima di tutto è importante chiarire a cosa serve questa tariffa. Questa tassa finanzia la raccolta, il trasporto, il trattamento, lo smaltimento e il recupero dei rifiuti.
Va anche precisato che la Tari copre costi fissi come quelli del personale, dei mezzi e dei centri di raccolta, che non diminuiscono proporzionalmente alla quantità di rifiuti indifferenziati. I prezzi di mercato della plastica, della carta e del vetro fluttuano e non sempre compensano i costi. Inoltre i costi energetici, la logistica su emissioni e recuperi sono elevati.
Un'altra precisazione fondamentale riguarda la novità in atto dal 2023, infatti ora non abbiamo più la Tari ma bensì la Taric puntuale. Questo nuovo sistema è stato introdotto per allineare la tassa al principio del chi più produce più paga. Ciò significa che l'importo non si basa su metri quadri dell'abitazione e sul numero di persone, ma anche sulla misurazione puntuale dei rifiuti conferiti.
Dal bilancio di previsione comunale si evince che per l'anno 2024 il costo complessivo stimato della tariffa è pari a circa 687.543 euro. Tale cifra rappresenta il totale delle entrate tariffarie previste per coprire i costi del servizio rifiuti e rappresenta l'intero importo atteso per l'intera cittadinanza.
La tariffa deve coprire l'intero costo del Pef, Piano Economico Finanziario, che descrive i costi del servizio di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti, i costi fissi del servizio, come quelli del personale, dei mezzi e dell'amministrazione, eventuali componenti accessorie e la distribuzione dei costi tra utenze domestiche e non domestiche.
Ogni anno viene elaborato il Pef che comprende tutti i costi citati prima, costi che possiamo definire riconosciuti. Successivamente viene elaborata la Taric che deve coprire tutti quei costi.
Ora, se nel 2024 i costi del servizio sono aumentati rispetto al 2023, per esempio per energia, trattamento dei rifiuti e adeguamenti normativi, questi aumenti vengono inseriti nel Pef del 2024. Di conseguenza il totale da coprire con la tariffa aumenta. Finchè il PEF non diminuisce, le tariffe quindi non possono diminuire.
La reale domanda da farsi è se il miglioramento delle performance ambientali stia riducendo i costi riconosciuti nel Pef. Soltanto in questo caso una riduzione della tariffa sarebbe possibile.
Il punto centrale, quindi, non consiste nel chiedersi il motivo per cui non scendono le tariffe, ma piuttosto come migliorare l'efficienza e la sostenibilità economica del servizio affinchè i cittadini virtuosi possano beneficiare concretamente dei loro comportamenti. 
Il malcontento è naturale... Servirebbe almeno una maggiore trasparenza nella comunicazione dei dati economici, facilmente leggibili per far comprendere ai cittadini le motivazioni delle tariffe.
Ringrazio come sempre chi ha letto tutto e le persone che condividono con me riflessioni e consigli!
Vi saluto con un pensiero a una persona che purtroppo ci ha lasciati recentemente e che per molti anni ha lavorato tanto proprio su queste tematiche.


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